Manca
una nuova legge elettorale perché i sistemi elettorali
vigenti, per render reale il principio della fiducia, hanno
gravi lacune che non possono esser corrette con piccoli cambiamenti.
La
proposta di CERLE è molto chiara e vale per qualsiasi
camera rappresentativa (municipale, regionale, statale, europea)
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1.
Voto uninominale
Ciascun
cittadino vota una persona tra la lista generale dei candidati
di un distretto. I candidati formano una lista, però il
cittadino non vota una lista, ma una persona, quella che merita
la sua fiducia.
Però
se il distretto è anche uninominale (si elegge un solo
deputato per distretto, come nel caso inglese), coloro che hanno
votato i candidati che non sono stati eletti rimangono senza rappresentante.
QUESTO NON È GIUSTO.
Per questo proponiamo: Distretto plurinominale
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2. Distretto plurinominale
Ogni
distretto elegge vari deputati (possono essere 6, 7, 8 ... a
seconda di quanto si fissa), così i cittadini hanno molte
più possibilità che il loro candidato sia eletto.
Naturalmente sono eletti i candidati che hanno ottenuto più
voti.
Però
anche così si può porre il problema del comma
precedente: coloro che hanno votato un candidato che non sia
stato eletto si trovano senza rappresentante.
QUESTO
NON E' GIUSTO.
Per questo proponiamo: voto transferible:
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3.
Voto Transferible
Ciascun
cittadino può segnare sulla sua scheda due candidati, uno
con il numero 1 e l'altro con il numero 2, in modo che, se quello
segnato con il numero 1 non è eletto non avendo conseguito
abbastanza voti, il voto va a colui che è indicato con
il numero 2.
Consideriamo
già eletti i rappresentanti. Uno può essere eletto
con 30.000 voti e un altro soltanto con 3.000. Nel sistema attuale
il voto di questi deputati vale lo stesso; tutti i voti dei deputati
valgono lo stesso anche se uno si porta dietro 30.000 cittadini
e un altro solamente 3.000.
QUESTO
NON E' GIUSTO.
Per questo proponiamo:
Voto diseguale dei rappresentanti
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4.
Voto desigual de los Representantes
IL
VOTO DI CIASCUN RAPPRESENTANTE VALE ESATTAMENTE
IL NUMERO DI VOTI CHE I SUOI CITTADINI GLI HANNO DATO
Così
quando un deputato schiaccia il bottone per votare, possiamo
dire che mette sul tavolo tutti i voti dei cittadini che lo
hanno eletto, né uno di più né uno di meno.
Finora
il risultato di una votazione nel Parlamento Europeo può
essere, per esempio, 340 voti a favore, 238 contrari, 48 astensioni.
Con la nostra proposta il risultato potrebbe essere, per esempio,
120.325.837 voti a favore, 83.100.221 contrari, 10.003.250 astensioni.
Questo
vuol dire che invece di votare una volta ogni quattro anni,
io voterò ogni volta che lo farà il mio rappresentante.
Il cittadino partecipa così alle decisioni politiche
che prende la camera dei rappresentanti.
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Questo
vuol dire che io so in ogni momento che cosa fa in generale
il mio rappresentante (se interviene, se tace, se propone qualcosa
...) perché so chi è e come sta impiegando il
mio voto.
Così
si compie il principio dell'eguaglianza del voto di tutti i
cittadini nel comune, nella regione, nello stato, nell'Unione
Europea: il voto di un tedesco varrà quanto il voto di
un belga.
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Coordinadora
Estatal para la Reforma de la Ley Electoral en España
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Actualizada
:
Lunes, 10 Abril, 2006 13:24
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